Las Hoyas: A Cretaceous Wetland -
A multidisciplinary synthesis after 25 years of research on an exceptional fossil Lagerstätte from Spain

 recensione a cura di Nando Musmarra - foto da Pfeil Verlag

 

Francisco Jose Poyato-Ariza & Angela D. Buscalioni (editors)
262 pagine, 41 coloured and 1 b&w plates, 64 figure a colori e 101 in b&n (in tutto 838 tra foto e disegni) - Lingua inglese

ISBN 978-3-89937-153-6 70 euro più spedizione: 15 euro nei paesi E.U./ 20 euro tutte le altre nazioni)

www.pfeil-verlag.de

LasHoyas 01 Copertina

 

Questo libro edito da due eminenti studiosi spagnoli, Francisco Jose Poyato-Arizar e Angela Buscalioni, consiste in un resoconto sugli studi compiuti in 25 anni su uno dei siti paleontologici più interessanti e completi di Spagna. Fuori dai confini nazionali il giacimento di Las Hoyas non è molto conosciuto, quindi salutiamo con piacere questa ennesima coraggiosa edizione da parte della casa editrice tedesca Pfeil (pfeil-verlag.de) che da anni si occupa di diffondere la cultura (non solo paleontologica) pubblicando libri su soggetti estremamente interessanti e poco conosciuti dal grande pubblico.

 

La storia del giacimento Las Hoyas inizia in una calda estate del 1985, quando un gruppo di studenti al seguito del professor Jose Luis Sanz dell’università di Madrid andò in un villaggio della provincia di Cuenca ad investigare una piccola zona che gli era stata segnalata da uno speleologo e da un professore di geologia locale che avevano insistito sulle sue potenzialità.

LasHoyas 02 MappaGiacimento


La località si rivelò subito molto promettente: Las Hoyas è un Konservatt-Lagerstatten Mesozoico, cioè uno di quei giacimenti speciali che contengono organismi che per varie cause si sono fossilizzati in condizioni eccezionali. Una di queste riguarda la qualità della preservazione determinata dal “bacterial sealing”, una vera e propria sigillatura dai batteri che, altrimenti favorirebbero la decomposizione impedendo la fossilizzazione. Il record fossile del giacimento comprende i maggiori gruppi di organismi d’acqua dolce (piante, vermi, insetti, crostacei, molluschi, pesci e anfibi) sorprendentemente simili a quelli delle paludi moderne. Inoltre sono state ritrovate, sebbene in numero minore, anche forme di vita terrestre come insetti, anfibi, lucertole, coccodrilli, pterosauri, dinosauri e uccelli.

Il biota registrato a Las Hoyas contiene dei gruppi sopravvissuti al tardo Giurassico e gruppi chiave che sono alla base della Rivoluzione terrestre del Cretaceo. Il 30% dell’intero taxa animale è endemico, questo suggerisce condizioni di isolamento dell’antica palude.


Analisi sedimentologiche hanno accertato che il deposito di Las Hoyas è composto da facies laminate risalenti al Cretaceo, Barremiano, La Huerguina Limestone Formation.


All’inizio degli studi il giacimento era stato assegnato ad una facies lacustre, ma col passare degli anni e i tanti studi approfonditi, gli studiosi si sono convertiti dall’idea di un profondo lago a quella di un ambiente d’acqua dolce poco profonda, che si presentava come un mosaico di pozze riempite da microbial mat in un paesaggio paludoso.

Il libro inizia con una introduzione sulla cornice geologica per spiegare in che modo questa unica ed eccezionale  Fossil-Lagerstätte si sia conservata fino a noi, quindi si passa alla seconda parte, la più corposa, che consiste nella descrizione minuziosa del record fossile di tutto l’albero della vita di Las Hoyas analizzato dai tanti studiosi che si sono dedicati al progetto in un arco di tempo durato 25 anni. La descrizione inizia con gli invertebrati, gli infinitamente piccoli Palinomorpha che definiscono una migliore conoscenza del paleo ambiente, per continuare con le piante nel loro ecosistema. Vengono analizzati i vari bivalvi e gasteropodi d’acqua dolce e gli aracnida, consistenti in due specie di ragni, seguiti poi dai myriapoda (che includono centipedi e millepiedi), e dagli insetti, che sono i fossili più abbondanti del giacimento. La loro conservazione è veramente stupefacente: la delicatezza delle ali, le antenne minute, le zampette sottili sono perfettamente conservate come se gli insetti fossero rimasti “stampati” sulle lamine della Huerguina limestone.

Al giacimento sono stati ritrovate almeno 21 specie di ostracoda, i millimetrici crostacei composti da due valve che proteggono il loro corpo, presenti in tutti gli ecosistemi acquatici del mondo. Las Hoyas è importante anche perché contiene fossili rari altrove: è il caso degli Spelaeogriphacea, un ordine di crostacei privo di occhi e di pigmento che vive nelle acque sotterranee. Gli unici altri record di questi fossili provengono dal Carbonifero in Canada e dal Giurassico superiore in Cina. Sempre appartenenti all’ordine Crustacea sono stati trovati molti eccellenti esemplari di Decapoda, la maggior parte dei quali è completamente articolata.


Nelle acque basse di Las Hoyas nuotavano tanti pesci (Osteitti), i vertebrati più abbondanti e vari del giacimento presenti con 16 genera, e anche squali (Condritti) occasionali.
Sono stati ritrovati anfibi, come il bizzarro gruppo degli Albanerpetontidae, classificato nelle salamandre e oggi considerato come clade a parte; e le salamandre (Urodela) che sono il gtuppo più comune di tetrapodi fossili presenti al giacimento.
Sono stati ritrovati esemplari completi di rane, un fossile raro, ma non nella penisola iberica che vanta anche altre località risalenti al Cretaceo dove si sono conservate rane fossili sia bidimensionali che tridimensionali.
Nel mondo zoologicamente vario di Las Hoyas c’erano le tartarughe (Chelonia) i cui resti fossili sono stati ritrovati in modo parziale ma con un eccellente stato di conservazione, e le lucertole (Squamata) presenti in numero elevato, seconde solo ai quelle della Yixia Formation della Cina. Probabilmente erano prede dei coccodrilli, di cui oltre a vari frammenti, sono stati ritrovati dieci esemplari completamente articolati e di piccole dimensioni che indica nanismo da isolamento.
Grazie alla eccezionale conservazione sono state rinvenute le fragili ossa di tre distinte famiglie di Pterosauria, i rettili che sorvolavano i cieli del Mesozoico insieme ai famosi uccelli del giacimento, mentre sulla terra abitavano i dinosauri, un ornitopode e due teropodi, questi ultimi conservano entrambi i tessuti molli. Tracce fossili, sia di invertebrati che di vertebrati, confermano il passaggio di tutti gli animali sopracitati.

 

La terza parte del libro analizza le modalità di fossilizzazione del giacimento; gli autori hanno realizzato esperimenti per comprovare le loro tesi e studiare il ruolo della microbial mat nel processo di fossilizzazione.
Il giacimento di Las Hoyas presenta una incredibile fossilizzazione non solo nelle parti scheletriche dei vertebrati ma soprattutto nelle parti molli. Le impressioni degli occhi di insetti, pesci, anfibi e coccodrilli sono localmente frequenti, così come i muscoli. Più rare sono le impressioni di pelle dei tetrapodi e le porzioni di tratti gastrointestinali. L’organo più raro preservato è il fegato di un coccodrillo.

La quarta parte del libro si occupa dello studio della Tafonomia, fondamentale per la ricreazione di un ecosistema.

E poiché le scoperte su Las Hoyas sembrano non avere mai fine, alla fine del libro sono state aggiunte due addenda sui nuovi taxa scaturiti dagli ultimi ritrovamenti, sia nel campo degli invertebrati che dei vertebrati.

Il libro è corredato da moltissimi tra disegni e illustrazioni, pubblicati per la prima volta, che aiutano il lettore a visualizzare perfettamente la completezza dell’ecosistema di Las Hoyas. Buona lettura!

 

LasHoyas 03 I Condritti di LasHoyas LasHoyas 04 Le Rane di LasHoyas

 Condritti e rane

 

LasHoyas 05 Pterosauri di LasHoyas LasHoyas 06 Gli Uccelli di LasHoyas

Pterosauri ed uccelli

 

LasHoyas 07 Le Piante di LasHoyas LasHoyas 08 Insetti

 Piante ed insetti